Buone pratiche per la partecipazione giovanile gamificata
Questa pagina spiega come la gamification possa essere utilizzata per rendere la partecipazione giovanile più coinvolgente, accessibile e motivante. Troverai un elenco di buone pratiche per aiutarti a progettare attività di partecipazione a misura di giovane e stimolanti.
Partecipazione giovanile
La partecipazione sociale o politica dei giovani indica il coinvolgimento attivo dei ragazzi nelle loro comunità o su scala più ampia. Tradizionalmente, solo gli adulti hanno strumenti di influenza, come il voto, l’adesione a un partito o la candidatura a cariche pubbliche. Per i giovani esistono i consigli comunali dei ragazzi e le organizzazioni politiche a loro dedicate, oltre alla partecipazione non istituzionale, che include l’organizzazione di proteste, campagne sui social media, volontariato, boicottaggio e arte d’opinione.
Gamification
Gamification significa utilizzare elementi tipici dei giochi in altri contesti, come la scuola, il lavoro o gli hobby. Questi elementi includono meccaniche come punti, badge, classifiche, livelli, sfide e premi, oltre a competizione, collaborazione e feedback. Per esempio, un’app per l’apprendimento delle lingue potrebbe assegnarti dei punti per l’apprendimento di nuove parole e permetterti di passare a un vocabolario più difficile, mentre un’app per il fitness o per le faccende domestiche potrebbe premiarti con dei punti in base al lavoro svolto o al tempo impiegato. La gamification può anche essere non digitale. Le tradizionali tessere a timbri nei bar o nei negozi e i programmi di lettura nelle scuole sono modi per rendere le attività gamificate.
Partecipazione giovanile gamificata
Buone pratiche
Seleziona il metodo in base alle necessità: quando cerchi il metodo giusto, pensa a ciò che vuoi insegnare o discutere e al tipo di gruppo che hai. Preferisci i giochi cooperativi a quelli competitivi per mitigare i problemi causati dalla perdita di una partita.
Conosci il metodo: impara bene le regole in anticipo e controlla i requisiti relativi a tempo, spazio e attrezzatura necessari.
Testa il metodo: prova tutti gli strumenti in anticipo. Sperimenta il metodo con altre persone, come i colleghi. Assicurati che sia sicuro (fisicamente e digitalmente) e accessibile a tutti. Prevedi un piano B per ogni evenienza (ad esempio, sia un metodo online che offline).
Informa i genitori: con i partecipanti minorenni è importante far sapere ai genitori se c’è qualcosa di insolito, come la raccolta di dati o una sede diversa.
Crea uno spazio sicuro: fai sentire i partecipanti benvenuti e a proprio agio; questo aumenta la volontà di partecipare. Fai sapere loro che sei lì se hanno bisogno di aiuto.
Spiega le regole in modo chiaro: invece di parlare e basta, mostra visualizzazioni o esempi concreti. Se c’è abbastanza tempo, fai prima un giro di prova, in cui il gioco si impara giocando. Sii breve e semplice e usa un linguaggio amichevole.
Motiva i partecipanti: spiega gli obiettivi di apprendimento e come e dove saranno condivisi i risultati per dimostrare che il loro contributo è importante. Proponi un’attività energizzante all’inizio a seconda della situazione (ad esempio, niente esercizio fisico subito dopo aver mangiato). Se sembrano troppo annoiati, lascia spazio alla creatività per modificare il gioco.
Osserva e ascolta i partecipanti: assicurati che tutti si sentano a proprio agio durante il gioco e risolvi eventuali conflitti. Preparati a rispondere a domande, anche su questioni politiche e culturali.
Considera le insicurezze: non forzare nessuno a essere al centro dell’attenzione o a condividere dettagli personali (ad esempio, l’incapacità di fare qualcosa richiesto dal gioco, come nuotare). Evita le attività che prevedono il contatto fisico.
Monitora la partecipazione: assicurati che tutti partecipino all’attività. Assegna ruoli diversi, ruota i ruoli o usa piccoli gruppi e facilita attivamente. Offri modi alternativi di partecipare se qualcuno non è in grado di fare certe cose.
Concentrati sul processo: dai valore all’apprendimento e alle esperienze fatte lungo il percorso, non solo al risultato finale.
Chiedi un feedback scritto: chiedi ai partecipanti di scrivere le proprie riflessioni individuali. Questo aiuta a prevenire l’effetto specchio e riduce l’ansia di parlare davanti agli altri.
Fai un debriefing: è molto importante avere tempo per la discussione, la riflessione, le domande e il feedback. Questo è utile sia per il facilitatore che per i partecipanti, perché altrimenti gran parte dell’apprendimento andrebbe perduta.
Garantisci la continuità: pianifica diverse sessioni con lo stesso gruppo per rafforzare la fiducia, l’apprendimento e il legame.


